progetto ASAC

Art.c.HIVE 1.0 sviluppo di un sistema integrato di catalogazione, conservazione e consultazione dell’archivio di videoarte e conversione in copie digitali streaming secondo standard.
cliente

careof – organizzazione non profit per l’arte contemporanea
settore

archivio storico di videoarte italiana
contesto

Il progetto è nato dalla necessità di salvaguardare e riportare alla fruizione un archivio storico nato negli anni Novanta custode di oltre oltre 7000 opere comprendente performance, opere, installazioni e documentazioni d’epoca. Il rischio concreto era l’obsolescenza tecnologica e metodologica. I precedenti sistemi di catalogazione, di stampo bibliotecario, si erano rivelati troppo rigidi per descrivere la natura fluida, multimodale e relazionale delle opere d’arte contemporanea.
analisi preliminare
Dall’analisi dell’archivio è risultato necessario superare i limiti strutturali dei precedenti sistemi di catalogazione (Bibliobit e Jukebox), concepiti per supporti lineari, ma inadeguati per descrivere la natura fluida e relazionale delle opere d’arte complesse come può essere la videoarte contemporanea.
Il patrimonio originale presentava criticità legate a:
- obsolescenza dei supporti fisici
- inadeguatezza dei sistemi di catalogazione adottati in precedenza basati su schemi bibliotecari rigidi non idonei alla natura multimodale delle opere contemporanee
- digitalizzazioni effettuate senza riferimenti standardizza
obiettivi
L’obiettivo è stato la ridefinizione completa del modello concettuale dell’archivio, per trasformarlo in:

risorsa pratica ed efficiente di gestione dei dati

fonte di ricerca dati dinamica e interconnessa

strumento di conservazione di dati ed opere
soluzioni
Abbiamo sviluppato e messo in opera un sistema archivistico basato su un modello relazionale, abbandonando i modelli gerarchici ad albero limitanti per la descrizione di opere d’arte complesse. Il sistema si basa sul concetto di scheda madre, in cui l’opera, nelle sua forma astratta (come una mostra o un evento) o nella sua forma concreta (l’opera stessa), costituisce il nucleo centrale dinamico collegato orizzontalmente a tutte le sue componenti: versioni delle opere, versioni delle esposizioni, supporti fisici originali, file digitalizzati, apparati fotografici e documentazione cartacea. Per garantire interoperabilità, il tracciato dei metadati è stato progettato seguendo gli standard nazionali (OAC-ICCD) e quelli internazionali (FIAF, DCA). L’infrastruttura tecnologica è stata costruita interamente su tecnologie Open Source, per assicurare sicurezza, controllo e indipendenza a lungo termine. Ogni processo di conversione dei file già digitalizzati è stato eseguito seguendo protocolli scientifici, con controlli di qualità automatizzati sul video (VMAF >90) e standard professionali per l’audio (EBU-R128), permettendo di ottenere copie conservative di qualità.
intervento

migrazione da un sistema di catalogazione gerarchico ad un sistema relazionale flessibile

assicurare l’interoperabilità con gli standard del patrimonio culturale italiano e internazionale

garantire l’integrità del segnale video attraverso protocolli di conversione digitale standardizzati

rendere i dati dell’archivio accessibili in modo pratico sia per archivisti sia per fruitori esterni

creazione di un’infrastruttura Open Source sostenibile nel lungo periodo, svincolata da vendor proprietari


